STORIA DI UNA TISANA PER DORMIRE

STORIA DI UNA TISANA PER DORMIRE

In Italia, fino a poco tempo fa, tisana era sinonimo di tisana per dormire. Gli appassionati di tisane e infusi però sanno bene che ogni occasione è buona per prepararne una. Tisana a colazione, tisana per digerire, tisana per dormire, ogni ora è quella giusta per una bella mug fumante. Basti pensare che, nel mondo, ogni anno vengono consumate circa quattrocento miliardi di tazze all’anno. Non serve essere un esperto di tisane per immaginare come in Italia, con la quarantena, ci sia stato un boom nell’acquisto di tisane. L’impennata negli acquisti ha dimostrato che gli italiani pensano a tisane e infusi come al primo rimedio disponibile per il loro benessere. La preferenza nei confronti delle tisane rilassanti è netta: nella settimana del 16-22 marzo 2020 le Camomille hanno addirittura segnato un balzo negli acquisti del +76,3%.

 

Ma quando abbiamo iniziato a consumare tisane e infusi per rilassarci? Riapriamo i libri di storia e immergiamoci in  un appassionante viaggio nel tempo.

 

Tisane e infusi nella storia 

La prima tappa del viaggio è in India. Qui, tra il 3500 e il 2800 a.C. i principali disturbi dell’uomo, e dunque non solo quelli del sonno, venivano curati con le erbe. Secondo alcune raccolte datate 400 a.C., si conoscevano le proprietà di circa 700 piante officinali. I guaritori le raccoglievano e le utilizzavano nella cura dei malati, tramandandone gli effetti positivi.   

Diverse testimonianze storiche confermano che anche gli antichi Egizi conoscevano gli effetti benefici di alcune erbe. Alcuni papiri ben conservati (come quello di Ebers del 1550 a.C., NdR) raccontano proprio dell’utilizzo di Timo, Ginepro e Cumino. E illustrano le proprietà carminative del Finocchio, pianta che spesso ritroviamo anche oggi in una comune tisana per digerire.

 

 Piante officinali egizi 

Nell’antico Oriente, le cose non erano molto diverse. I più antichi documenti che parlano dell’utilizzo delle erbe nella cultura cinese risalgono al 2800-2700 a.C.. Secondo questi testi, fu proprio l’Imperatore Shen Nung a scoprire le proprietà curative delle piante. Questo in modo del tutto casuale, perché l’Imperatore si accorse degli effetti benefici delle erbe per infusi dopo averle provate personalmente. Essendo Shen Nung un uomo generoso, volle condividere con gli altri le sue scoperte in fatto di infusi medicinali.

 

Infusi e medicinali

 Quel che ci colpisce fin qui è che, anche in regioni del mondo diverse e tra loro lontane, gli uomini abbiano quasi contemporaneamente iniziato a familiarizzare con le piante officinali. I Babilonesi ne sono ulteriore conferma. Il Codice di Hammurabi, una raccolta di leggi dell’omonimo sovrano datata 1700 a.C., cita diverse piante amiche. L’ Olio di Sesamo era usato come antibatterico, mentre Liquirizia, Menta, Timo, Abete e Salice erano utilizzati in decotti e tisane.

 

La classificazione delle proprietà di ogni singola pianta è però avvenuta per opera di Greci e Romani. Nell’Impero Romano vennero creati orti per la coltivazione di piante medicinali e si studiarono gli effetti delle erbe in base al dosaggio e alla modalità di somministrazione. Tra 400 e 300 a.C. Ippocrate e Teofrasto riportarono nei loro trattati delle guide d’uso per coltivare e utilizzare ogni pianta conosciuta. Questi trattati ebbero grande valore sia da un punto di vista medico sia botanico.

 

Libri e piante officinali

 

Nel Medioevo si cementò tutto questo sapere. I monaci e gli studenti delle scuole mediche e alchemiche continuarono l’opera di classificazione e si spinsero ancora più in là. I medicamenti che la natura offriva furono suddivisi in base ai loro effetti e furono associati alle principali malattie.

Fu solo dopo l’invenzione della stampa, nel XV secolo, che gli elenchi delle erbe vennero abbinati con le loro possibili applicazioni: nacquero così i primi testi di medicina erboristica.

 

Caratteri di stampa 

Siamo quasi arrivati ai giorni nostri e prima di concludere il nostro viaggio nel tempo, ci godiamo l’ultima sosta. Siamo nell’Ottocento e qui troviamo studiosi e botanici indaffarati nel porre le basi della cosiddetta farmacognosia. Il nome farmacognosia viene dal greco:  ϕάρμακον "medicamento" e γιγνώσκω "conosco". È dunque la scienza che si occupa di studiare l’efficacia terapeutica dei principi attivi di fiori, foglie, radici e cortecce. È grazie alla farmacognosia che sappiamo quali piante o parti di esse sono tuttora impiegabili come farmaci.

 

Potevamo immaginare che dietro delle tisane per dormire ci fosse tutto questo? E quali pagine di storia stiamo scrivendo al giorno d’oggi? Tante domande e una sola risposta da trovare, come sempre, nella natura.

 

Tisana per dormire

 


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